Eccoci qui per dire quello che ci pare. A me e me. A volte uscire dall'autobiografia e' un merito, altre volte ti fa sfuggire il punto di vista che vuoi esprimere. E perche' lo devi far esprimere a un personaggio immaginario che ti assomiglia? Anche perche' tutti gli scrittori sono schizzofrenici e quello che dico e scrivo non sempre corrisponde a quello che penso , a come sono realmente. Ne' quello che scrive per me sono io. Ne' io sono quello che scrive realmente. Ecco la magia della scrittura. Chi non la capisce resti pure alle sue frasette fatte e ai suoi slogan da social network. Certo l'unione degli slogan puo' fare persino un discorso, come ben sa il nostro presidente del consiglio Renzi, ma gli slogan hanno le gambe corte, le ginocchia sifule. E' la scrittura che mappa completamente la tua anima e ipertrofizza le aree cerebrali. I muscoli servono per difendersi e per mostrare che non e' aria e quindi per tener lontani ignoranti scocciatori. Privarli di accesso alla tua persona. Ma nel loro non arrivarci, nel loro apparente disinteresse, si sforzeranno di cercare la chiave d'accesso a te. Ed e' proprio lo stimolo di questo sforzo che fara' di te un insegnante del pensiero, un insegnante di vita.Non c'e' bisogno di essere scrittori affermati, perche' la scrittura ti trovera', in un modo o nell'altro, non necessariamente in libreria, assecondando la mafia editoriale. Le scrittura e' intima, e' sessuale, la scrittura non ha sesso nell'essere sessuale.Ed ecco che leggendo e leggendo, qualsiasi cosa, senza pregiudizi, cosi come corro senza gareggiare , in mezzo alle campagne, e leggo i libri di chi di questa cosa ne fa un mestiere[e si vede perche' perdono naturalezza], leggo libri persino insulsi pubblicati in spregio all'Amazzonia,e cioe' senza alcun rispetto per le piante abbattute per la stampa. Ma c'e' da imparare anche e soprattutto dai libri brutti, serve a conservare la tua umilta', senza perdere la ybris dello scrittore. Non e' vero che la scrittura non e' per tutti, si puo' scrivere persino parlando, filmando, fotografando, facendo l'amore, facendo sesso. Gia' distinguere fra sesso e amore ti costringe a pensare se serva o meno un'interpunzione e come metterla sulla pagina e se coincide con un'interpunzione reale.
Passo le mie giornate a leggere e a pensare a quello che ho letto. Una vita binaria, si, perche' tutto questo lo faccio mentre lavoro, corro, vado in bici, faccio la spesa e persino a volte mentre faccio sesso. La qual cosa mi suggerisce che non e' del gran sesso. A volte faccio un video, fotografo, la mia voglia di esprimermi si irradia come raggi gamma esplosi da un supereroe del pensiero. Eppure nel voler dire al mondo quello che penso, nel voler esporre la mia weltanshauung, il narcisismo non c'entra. C'e' la voglia di avvertire agli altri di non compiere determinati errori. E poi pero' penso, a volte e' dagli errori che nascono i grandi ideali, le grandi scoperte. La penicillina e il viagra, ad esempio, nato da una ricerca su farmaci per il cuore. Per non parlare dell'atomo.
Mentre i profughi siriani vengono scacciati dalla polizia ungherese e la Germania della Merkel si esercita nell'espiazione del suo perenne e storico senso di colpa, un gruppo di casalinghe italiane vuol manifestare contro l'imbolsimento di Johnny Depp. Ma non e' uno scandalo, facciamo una vita cosi piena di niente che persino queste improvvise febbri esantematiche sono il segno di un sussulto sociale mal diretto. Hanno deluso tutti, abbiamo deluso tutti e persino io non sono piu' quello di una volta. Quando invecchi vuoi vivere di piu, gli occhi desiderano quello che il corpo non puo' piu' sostenere, e non puoi vivere come un monaco Shaolin nel cuore dell'occidente. Non puoi sfuggire all'oblio delle sue droghe per i poveri: fumo, alcol, merendine, tv spazzatura, spazzatura differenziata. Per cui il corpo muore. Ti resta l'ipertrofia cerebrale. Ma che ci fai con quella in un mondo dove la letteratura non serva a niente?
java
martedì 8 settembre 2015
domenica 28 giugno 2015
Non sarebbe male
C'ho cinquant'anni. Non sono arrivato a mezzo secolo per rimangiarmi tutto quello che ho fatto, detto, pensato. Se fossi un politico mi verrebbe in automatico di pensare che non mangio merda. Ma invece non lo sono. Sono un anarchico. Anarchico a modo mio. Dico quello che mi pare e ne sopporto le conseguenze. Non giudico mai, ma un'opinione sugli altri me la faccio. Mi piace osservarvi mentre pensate di esservela sfangata , di avercela fatta. Perché c'avete due soldi da parte. Ma basta una bronchite curata male, una visita privata ad un medico specialista e i conseguenti farmaci che costano più dei diamanti sudafricani, che ecco che ripiombate improvvisamente nella falsa socievolezza di chi non vuole scivolare nello sciacquone della vita da solo.
Sono anni che studio il buddhismo e ho scoperto che è una filosofia interessante. Il solo sistema di pensiero che si è posto il problema fondamentale per l'uomo: vivere senza sofferenza. Tutte le altre religioni o filosofie hanno fatto della sofferenza lo scopo precipuo dei loro argomentare. Tralascio di entrare nei particolari. E non ti chiede nemmeno di credere ad un Dio. Il Dio dei buddisti è l'estinzione della sofferenza. Certo anche loro hanno un mucchio di credenze discutibili. Ma loro hanno una cosa che nessuna religione o filosofia possiede. Hanno lo zen. Lo zen, in pratica, è l'arte di prendere da una disciplina ciò che più ti serve, ciò che più ti può essere utile. Nessuno ci aveva pensato. Ma loro, gli orientali sì. Hanno una marcia in più perché ne usano una in meno o sono monomarcia.
Oggi mi sono alzato tardi. Detesto alzarmi tardi, ma ogni tanto lo faccio. Devo lasciare un pò di autonomia di pensiero al mio corpo, al mio organismo. Non dovendo lavorare (per oggi), quindi, il mio corpo ha scelto di assecondare il non lavorare deep troat, fino in fondo. Io quando mi alzo accendo la tv su Rainews. Un mio possibile guru buddista (che non esiste perché non ne ho) avrebbe detto che sono masochista. Il corpo intorpidito, appena alzato, il cuore, i polmoni, il fegato, soprattutto, devono svegliarsi progressivamente e senza traumi. Altrimenti sono anni di vita in meno. Invece io stamattina ho messo su Rainews. Sul nastro trasportatore delle notizie, sul gobbo dell'emittente di informazione, scorreva la notizia che Tsipras avrebbe indetto un referendum in Grecia per chiedere al popolo se accettare o meno le richieste dei creditori, della Bce. In altre parole i greci stanno scegliendo di chi deve essere la mano del cappio che gli metteranno al collo. Tsipras mi sembra un politico d'altri tempi, uno che crede alle favolette della democrazia che in un sistema economico capitalista ti consente delle scelte umanitarie. Io non ci credo. Non ci credo più. Già non credevo ai regimi cosiddetti comunisti che si sono rivelati alla stessa stregua di qualsiasi dittature. I guasti si vedono ora che questi paesi hanno la cosiddetta democrazia. Non vedevano l'ora di sottrarsi alle regole, che poi erano per la maggioranza, non certo per i papaveri che svernavano in confortevoli dacie dorate , per fare affari. E così in un ragionamento circolare dove tutto torna, si ritorna al discorso iniziale. Nessuno la sfanga veramente. Alla fine di tutto c'è la fine di tutto. Ma io dal buddismo ho appreso che nessuno muore mai veramente, tranne quelli che si sono illusi di aver vissuto perché si credevano più furbi degli altri. Questi mi fanno ridere fino alle lacrime. Ecco, io quando mi sveglio, respiro, sorrido, mi concentro. E sto lavorando su una qualche forma di stretching per la parte della concentrazione. Non vorrei finire per ridere persino di me stesso. Per quanto, non sarebbe male...
Sono anni che studio il buddhismo e ho scoperto che è una filosofia interessante. Il solo sistema di pensiero che si è posto il problema fondamentale per l'uomo: vivere senza sofferenza. Tutte le altre religioni o filosofie hanno fatto della sofferenza lo scopo precipuo dei loro argomentare. Tralascio di entrare nei particolari. E non ti chiede nemmeno di credere ad un Dio. Il Dio dei buddisti è l'estinzione della sofferenza. Certo anche loro hanno un mucchio di credenze discutibili. Ma loro hanno una cosa che nessuna religione o filosofia possiede. Hanno lo zen. Lo zen, in pratica, è l'arte di prendere da una disciplina ciò che più ti serve, ciò che più ti può essere utile. Nessuno ci aveva pensato. Ma loro, gli orientali sì. Hanno una marcia in più perché ne usano una in meno o sono monomarcia.
Oggi mi sono alzato tardi. Detesto alzarmi tardi, ma ogni tanto lo faccio. Devo lasciare un pò di autonomia di pensiero al mio corpo, al mio organismo. Non dovendo lavorare (per oggi), quindi, il mio corpo ha scelto di assecondare il non lavorare deep troat, fino in fondo. Io quando mi alzo accendo la tv su Rainews. Un mio possibile guru buddista (che non esiste perché non ne ho) avrebbe detto che sono masochista. Il corpo intorpidito, appena alzato, il cuore, i polmoni, il fegato, soprattutto, devono svegliarsi progressivamente e senza traumi. Altrimenti sono anni di vita in meno. Invece io stamattina ho messo su Rainews. Sul nastro trasportatore delle notizie, sul gobbo dell'emittente di informazione, scorreva la notizia che Tsipras avrebbe indetto un referendum in Grecia per chiedere al popolo se accettare o meno le richieste dei creditori, della Bce. In altre parole i greci stanno scegliendo di chi deve essere la mano del cappio che gli metteranno al collo. Tsipras mi sembra un politico d'altri tempi, uno che crede alle favolette della democrazia che in un sistema economico capitalista ti consente delle scelte umanitarie. Io non ci credo. Non ci credo più. Già non credevo ai regimi cosiddetti comunisti che si sono rivelati alla stessa stregua di qualsiasi dittature. I guasti si vedono ora che questi paesi hanno la cosiddetta democrazia. Non vedevano l'ora di sottrarsi alle regole, che poi erano per la maggioranza, non certo per i papaveri che svernavano in confortevoli dacie dorate , per fare affari. E così in un ragionamento circolare dove tutto torna, si ritorna al discorso iniziale. Nessuno la sfanga veramente. Alla fine di tutto c'è la fine di tutto. Ma io dal buddismo ho appreso che nessuno muore mai veramente, tranne quelli che si sono illusi di aver vissuto perché si credevano più furbi degli altri. Questi mi fanno ridere fino alle lacrime. Ecco, io quando mi sveglio, respiro, sorrido, mi concentro. E sto lavorando su una qualche forma di stretching per la parte della concentrazione. Non vorrei finire per ridere persino di me stesso. Per quanto, non sarebbe male...
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