java

giovedì 7 agosto 2025

Sulla difficoltà della senatrice Segre nell'usare la parola Genocidio!

Sulla difficoltà della senatrice Segre a parlare di genocidio...
La senatrice Liliana Segre , dopo le parole di David Grossman, famoso scrittore israeliano, che , rifiutatosi fino a poco tempo fa di usare la parola genocidio riferita al suo paese riguardo al trattamento che sta riservato ai palestinesi, dichiara dopo essersi documentato di non poter più fare a meno di usarla ( ora. Beh, caro "amico", ti ci sono voluti circa centomila morti fra i quali la maggioranza sono donne e bambini -che notoriamente erano imbottiti di tritolo e si accingevano ad attaccare Israele-per farlo, devo dire che come intellettuale non sei proprio uno sveglione!), si sente in dovere, la senatrice, dicevamo, di prendere la parola per controbilanciare. Ma... controbilanciare cosa? Il tremendo ritardo con il quale uno scrittore e intellettuale si è accorto che Netanyahu vuole ammazzare e deportare tutti i palestinesi? Se aspettava ancora un pò trovava il Club Mediterranèe al posto della striscia di Gaza. Se aspettava un altro pò "striscia di Gaza" sarebbe stato il nome alla moda della strisciata di cocaina Trumpmuskiana del sabato sera nel mondo occidentale al termine dell'orrida settimana di lavoro( si sa che i poveri imitano i ricchi, lavoro a parte). Per chi un lavoro ce l'avesse ancora. La senatrice Segre, in sostanza, si sente in dovere di avvertire che usare il termine genocidio, attenzione, per quello che , E' UN GENOCIDIO, sia chiaro (n.d.a.), potrebbe portare ad un'ondata di antisemitismo e portare acqua al mulino di Hamas. Già, i cattivoni di Hamas, quelli che sono contro l'Lgbt , mentre Israele fa finta di esserne a favore , utilizzato quest'ultimo, come parametro di sviluppo e progresso culturale umano ed esistenziale. Resta da definire come i palestinesi potessero giungere ad un tale livello rinchiusi come sono stati per 57 anni in un campo di sterminio, senza poter uscire da quel confine, prigionieri, PRIGIONIERI, senza istruzione, se non quella che gli è stata consentita:quella dell'Islam radicale, che scientificamente lo Stato di Israele ha promosso per marginalizzare e criminalizzare i palestinesi. Hamas che ha costruito i tunnel per nascondere bombe. Ma ci avete pensato che magari i tunnel sarebbero potuti essere l'unica via d'uscita di un popolo di un paese privo di aviazione e marina? La senatrice Segre dice che la parola genocidio proprio lei non riesce ad usarla. Un pò come La Russa e Meloni non riescono ad usare la parola "antifascismo," diciamo così. E non mi sorprende che oggi siano alleati, i sionisti e questi qui. Alleati degli eredi di quelle camice nere che sghignazzavano dopo i rastrellamenti di Ebrei che dalla stazione di Milano erano in attesa di venir traslocati nei campi di sterminio, tramite treni nazisti. Ora i carnefici di ieri sono alleati dei carnefici di oggi. Quindi, la senatrice Segre è liberissima di dire quello che vuole, ma non lo dovrebbe fare, a nostro avviso, dal pulpito della sopravvissuta, altrimenti si potrebbe pensare che lei stessa a sua volta sia mossa da vendetta, dal momento che dice che il termine genocidio potrebbe fornire l'alibi ai carnefici di ieri per giustificare l'antisemitismo di ieri e di oggi. Ma dato che lei stessa dice che lo stato di Israele non rappresenta l'ebraismo-e su questo siamo certamente d'accordo-come potrebbe il termine genocidio riferirsi a qualche colpevolezza collettiva ebraica? D'altra parte, cosa su chi sia Grossman che la senatrice Segre tacciono, tutti i sondaggi, anche quelli della Cia e del Mossad ( per dire, scusate l'ronia), informano che l'80 per cento degli israeliani sono favorevoli alla politica del governo Netanyahu e quindi, di conseguenza, al genocidio. Quando l'educazione non è liberatrice , il sogno dell'oppresso è opprimere, diceva il grande pedagogista brasiliano Paolo Freire: beh, mi sembra proprio questo il caso. In conclusione, il mio scritto non è una lettera alla senatrice Liliana Segre, ma è il mio punto di vista sulle sue coccodrilliche lamentazioni che ascoltiamo con rispetto e che , con altrettanto rispetto per le nostre intelligenze, respingiamo al mittente. Non sia la carica di senatrice latrice di una verità unica incontestabile e autorevole per definizione. Ci sono molti altri e più autorevoli sopravvissuti ai campi di sterminio, infatti, che hanno opinioni altrettanto autorevoli e incontestabili che propendono perchè la definizione di genocidio sia quella che maggiormente si attaglia a quello che sta accadendo a Gaza.


Nessun commento:

Posta un commento