java

martedì 29 marzo 2022

Gracyanne

 Gracyanne

Ero seduto ad un tavolo da cucina da qualche parte in piazza Prealpi, a Milano. Avevo conosciuto Gracyenne al Festival Latinamericano che tutte le estati si svolge ad Assago in mezzo a zanzare e fumi d'arrosto. Gracyenne lavorava lì, allo stand brasiliano. Ogni tanto mi passava sotto banco una birra Brahma e io me la bevevo a canna bella gelida. Non so perchè, ci stavamo simpatici. Ma non c'era mai stato nulla di sessuale, non so dire perchè. Lei era una brasiliana atipica, seno prosperoso e bacino stretto. Di solito le brasiliane tipiche hanno un seno piccolo e il bacino largo. E ballava benissimo il samba, cosa che le aveva scolpito il corpo, dal momento che esistono balli di alcuni paesi e culture che sembrano inventati a posta per lasciare un segno nei corpi e nei caratteri. E a furia di ballare il samba i brasiliani sono allegri e in forma e bruciano la birra come se niente fosse. Ora ero seduto a questo tavolo della dimora dove Gracyenne abitava. Di fronte a lei c'era Franco. Franco era andato in pensione a 50 anni, lavorava in ferrovia e dopo la pensione aveva continuato a lavorare come camionista. Diceva che i soldi della pensione a MIlano non gli bastavano se non per vivere da pezzente e lui la vita da pezzente non la voleva fare. La casa era di Franco e  Gracyanne, diciamo così, era la sua donna. O almeno a me così pareva. Gracyenne mi aveva invitato per farmi assaggiare la cucina brasiliana di cui io sono particolarmente ghiotto e nello specifico, fagioli neri e churrasco. Il churraco era l'arrosto tipico di carne,  brasiliano, il cui pezzo forte era costituito dalla picanha: codone di vitellone cotto fino ad un punto in cui la parte interna del codone doveva restare semicruda. Ci voleva arte per cuocerlo così e lei quell'arte la conosceva.Mentre degustavo il riso basmati bianco mischiato ai fagioli neri speziati e mixati alla farofa( farina di mais inframezzata da tocchetti di wurstel), scoppiò il casino. Franco cominciò a dire che forse era il caso che loro due si sposassero. Così quando lui non ci fosse più stato, perlomeno a lei sarebbe rimasto qualcosa, la casa per esempio. Lei avvampò in viso e rispose di no. Non si voleva sposare. Voleva essere libera. Disse, voi calabresi poi vi sposate e e accampate diritti sulla nostra libertà. Lo so che siete così, è successo ad una mia amica. Franco era calabrese. Da 40 anni a Milano. Parlava ancora con l'accento calabrese. Poi, disse Gracyanne, comincerai a dire che non posso uscire da sola e che non posso andare a ballare da sola. Gracyanne aveva 32 anni, Franco 65. Mentre litigavano io mangiavo e bevevo birra brasiliana. Poi ad un certo punto si rivolsero a me, chiedendomi cosa ne pensassi. A me passò l'appetito. Ero alla terza fettina di picanha. La trangugiai velocemente, perchè pensai, ora mi passerà l'appetito. Che vi devo dire, dissi, la picanha è eccezionale. Silenzio. Attesi. Poi dissi così. C'è una certa differenza d'età, fra voi due. Per cui non si può pretendere che Gracyanne non completi il suo ciclo di esperienze. Che, d'altra parte Franco, tu, hai già fatto. Per cui secondo me la cosa migliore è fare un accordo. Avevo sentenziato. Piegai la testa sul piatto e continuai a mangiare. Era tutto squisito. Poi Franco mi guardò e disse, sei stato con lei, vero? No, dissi, sollevando la testa dal piatto. Ad ogni modo dovresti chiederlo a lei. Lui non riusciva a guardarla in faccia. Gracyanne era giovane e bella, ma perchè gli uomini di una certa età non si rassegnano  al fatto che una donna giovane e bella la debbano dividere anche con gli altri? Ovviamente fra gli altri non c'ero io, in questo caso. E poi, perchè quando una donna dice di voler uscire da sola per divertirsi, deve necessariamente fare sesso con altri? Io e Gracyanne eravamo amici e non era mai accaduto nulla, al riguardo. Io non ne avevo fatto una malattia. E neanche lei, del resto. E secondo te, io dovrei permettere a questa qui di andarsene in giro a fare la puttana? Il pasto era rovinato. Gracyanne mi guardò dispiaciuta. Sapeva quello che stavo pensando. Mi conosceva bene. Sapeva che mangiare era parte del mio approssimarmi al piacere. Mi alzai dal tavolo. E andai a prendermi il giubbotto. Dì un pò, ce l'hai con i calabresi, vero, mi inveì contro Franco. Ce l'ho con gli stronzi, dissi. Mi hai rovinato il pranzo, aggiunsi. Gracyanne era mortificata. Venne ad abbracciarmi. Mi abbracciò stretto stretto. Passarono gli anni e Gracyenne era andata a vivere da sola. Ci siamo incontrati una volta al festival latinoamericano. Sai una cosa, mi disse passandomi una brahma sottobanco. Cosa?Chiesi. Ho sempre voluto andare con te, disse. E perchè non l'hai fatto? Le chiesi.  Perchè amavo Franco. Non l'ho mai tradito. Volevo solo essere lasciata libera di non tradire. Ma voi uomini, queste cose non le capite. Sollevai la birra. Bevvi a canna. Noi uomini non capiamo molte cose, affermai. Finii la mia birra. Da quel giorno non ho più visto Gracyanne. Ovunque tu sia, buona fortuna.


venerdì 18 marzo 2022

Elogio di un certo tipo di ignoranza.

 Elogio di un certo tipo di ignoranza.

Dunque, ci mi conosce e chi mi segue sa che non seguo talk show politici o trasmissioni simili. Trasmissioni cosiddette di approfondimento. Io leggo libri. C'è chi pensa che in questo modo si è fuori dal mondo. Può darsi, ma il mio mondo e quello di molti come me, consiste nell'alzarsi la mattina, andare a lavorare, fare la spesa...sono uno del popolo. Sono del popolo. Non è che il popolo mi stia particolarmente simpatico e immagino che la cosa sia reciproca, ma diciamo che le cose che faccio e dico per esprimermi ma le finanzio da me. Per cui, giuste o sbagliate che siano, si suppone che io non abbia interessi economici, al riguardo. Non posso dire la stessa cosa per la maggior parte dei nostri giornalisti radiotelevisivi o della carta stampata, i quali, "poverini", devono dire e scrivere quello che gli conviene, quello che fa comodo a chi li paga. Tranne rare eccezioni, che pure ci sono. Ebbene, sappiate che io non vi guardo e non vi leggo. Vi vedo sollevare le spalle in segno di noncuranza. Be', io sono il popolo e non vi guardiamo. Sappiatelo. Io se mi posso bere una birra e mangiare una pizza in compagnia parlando di calcio, figa, e qualche volta, di filosofia, con gli amici avrò fatto per me e per gli altri qualcosa di molto più utile dello starvi a sentire. Avrò esercitato il mio diritto di non ascoltarvi e di non leggervi e di sentirmi, per questo, ignorante esattamente come prima. Anche perchè se vi ascoltassi non vi capirei. O forse vi capirei troppo bene. Avete famiglia, mutui da pagare, siete ospiti in trasmissioni scintillanti-tranne quando va via la luce e restano i vostri cervelli a brillare ( ma non erano le mine, che brillavano?). Andate in vacanza a Portofino, cose così. Perchè dovreste dire e scrivere cose che siano utili al popolo? Voi siete l'elite, siete l'intellighenzia, sapete parlare e scrivere...Ma il vostro tempo sta per scadere. L'ignoranza vi travolgerà. Con la sua semplicità. Perchè, come diceva un mio amico, quando ascolti qualcuno parlare, chiediti sempre, chi lo paga? Esiste una parola per spiegare questo atteggiamento, demagogia. Ma almeno è sincera! Non pretende niente. Voi pretendete di parlare , scrivere ed essere ascoltati e letti, mentre esprimete notizie e questioni nelle quali nemmeno credete o pensate. E per questo siete diventati star televisive. Io resterò in pizzeria a parlare di calcio, figa e, qualche volta, di filosofia, con gli amici. Sarà tutto tempo guadagnato alla vita rispetto a quello perso ad ascoltare le vostre idiozie vestite di giarrettiere di pizzo che fanno tanto eccitare i vostri editori. Come parlare del sangue del popolo. Di cui non vi importa nulla. Nemmeno che vi dica in faccia, io compro il giornale e sono il vostro datore di lavoro. A quel punto vi inalberate e invocate la libertà di pensiero. Del vostro pensiero, si capisce. Scrollate le spalle e parlate di invidia. Non c'è problema, l'ignoranza vi seppellirà. E sarete stati voi a invocarla, col vostro essere acritici. Venite in pizzeria a parlare di calcio, figa e , qualche volta, non sempre, di filosofia, dopo una dura giornata di lavoro, se ne siete capaci. Vi divertirete molto di più che impiegare il vostro tempo a curare il reflusso gastrico, sorto per non essere mai riusciti a dire, veramente, quello che pensate. E nel caso vi foste riusciti e avesse coinciso con il pensiero del vostro editore, sarebbe solo perchè vorreste, un giorno, prendere il suo posto. Per non incontrare mai il popolo, in pizzeria. 

mercoledì 16 marzo 2022

Diario di marzo.

 Mi mancano venti minuti prima del lavoro all'Ikea. In questi giorni su 4 clienti 3 sono ucraini. Arredano case per parenti profughi. Non parlano della guerra e non cercano solidarietà. Hanno fretta e basta. 

Sono uscito a camminare ed ho incontrato Carlo Marx. Chiamo così un vecchio con la barba bianca e gli occhiali. Anche lui cammina tutte le mattine. Solo che lo fa scalzo. In tutte le stagioni. Dice che la cosa lo tiene a stretto contatto con la terra. Così si ricorda di non volare troppo coi pensieri. E' un vecchio simpatico. Ma non parla molto. Ha già parlato abbastanza. E sa che gli umani non ascoltano. Lo capisco io quando vendo un armadio. Devi ripetere le cose cento volte. Siamo abituati allo  zapping televisivo per non avercelo anche del pensiero.

Sulla guerra dico poche cose. Chi mi conosce sa che sono pacifista. Sono stato anche presidente del movimento per la pace, dalle mie parti in Puglia, quand'ero praticamente in fasce. Sottolineo solo che noto che c'è una gran voglia di menar le mani. Specie negli uomini. Specie in quelli che hanno smesso di menare la mani alle donne. Traduco dal mio dialetto d'origine: non vuol dire picchiare, quest'espressione ha un significato più libidinoso.

 La guerra deve finire. Ma io non mi schiero nè con la Nato nè con lo Zar. E chi alimenta il conflitto non fa altro che tifare per la morte. Da entrambe le parti. Zelensky ha detto una cosa ragionevole. Gliene do atto. Ha detto che l'Ucraina non può far parte della Nato. L'avesse detto prima non sarebbe nato questo conflitto? Non lo so e non credo. Ma così si mette fine alla sofferenza del popolo ucraino. I ricchi ucraini si sono già pagati residenze all'estero. Chi resta sono i poveri e gli idealisti. Naturale, anch'io difenderei la mia casa attaccata. Ma lo farei in silenzio e per me stesso e per la mia famiglia. Ne' per Zelensky, nè per la Nato, nè per far prendere voti ad Enrico Letta. Uno che si mette l'elmetto per paura che gli sfugga qualche idea intelligente! L'Italia ripudia la guerra. Articolo 11 della costituzione. La guerra è un affare e Zelensky, le armi che gli stiamo inviando, le sta pagando. Lo ha detto lui stesso. Tutti questi politici che vogliono menare le mani, perchè non fanno un corteo e non vanno a Kiev? Perchè non si mettono in mezzo ai due eserciti e non fanno cessare la guerra? Perchè non vogliono. Questo è un modo intelligente e bellico di fermare la guerra che sta uccidendo, come sempre, solo i poveri. Chi alimenta il conflitto è complice di Putin. Io penso questo.

Piedi a terra...come Carlo Marx...



mercoledì 9 febbraio 2022

Il teorema di Ofra Haza, diario di febbraio.

 Lunedì 7 febbraio è una data che ricorderò a lungo. Ero libero dal lavoro e rientravo a casa, in macchina, dopo aver fatto la spesa al Lidl. Dopo aver parcheggiato davanti al mio palazzo sono uscito dalla macchina per scaricare le sporte e subito mi sono accorto che si stava per scatenare una specie di tromba d'aria. Vento fortissimo, raffiche continue, che sollevavano foglie, polvere e detriti. Ero al centro della via dove abito, a Corsico, con la coda dell'occhio ho visto avvicinarsi in volo un oggetto, dapprima, in lontananza piccolo, poi mano mano che si avvicinava, più grande. Aveva le sembianze di un grande uccello in volo, di un rapace, di un gipeto, un gipeto scuro e gigantesco. E stava piombando sospinto dal vento proprio su di me. Io ho avuto un riflesso, per la mia età, insospettabile, ho lanciato per terra le sporte della spesa e mi sono tuffato in mezzo a due macchine parcheggiate in fila, davanti a me. L'uccello è piombato sulle automobili senza ghermirmi. Leggo troppi fumetti. Infatti non era un uccello o una creatura dell'inferno uscita da una storia di Dampyr. Era una fusoliera di metallo, contorta, enorme, che si era staccata, a causa della tromba d'aria, dal palazzo  alle mie spalle. Diavolo! Avrebbe potuto tranciarmi in due di netto...a giudicare come aveva ridotto le auto in mezzo alle quali mi ero tuffato. Due minuti dopo la fusoliera era al centro della strada e aveva interrotto il traffico. Un mio vicino napoletano, mi si è avvicinato, con le mani nei capelli. "Ho assistito ad un miracolo, putive murì". Io ancora sotto shock ho detto," voi napoletani vedete miracoli dovunque". Ho avuto la freddezza di fotografare "l'avvoltoio monaco (gipeto) metallico con il mio telefonino, mentre alcuni vicini cercavano di spostarlo per consentire il transito alle auto in coda in attesa. Mille pensieri mi sono sorti nel corso della giornata. Il personaggio dei miei gialli, il Maresciallo Santoro, avrebbe detto:" come pugliese non posso non credere in Padre Pio. Specie quando sono in pericolo o sono malato. In questo senso sono un italiano medio, un uomo medio". Poi nel corso della giornata ho pensato a Ofra Haza, cantante israeliana fine anni '80( bellissima), che con la sua canzone in arabo Im Nin'Alu su base dance, ha capeggiato le classifiche musicali di tutto il mondo. Ha avuto una vita segnata da vicende incredibili: nell'87 cadde con un Cessna nel deserto e fu ritrovata viva, dopo giorni, unica superstite. Un miracolo. Nel 2000 muore di aids dopo essere entrata in coma. Ed ecco il mio teorema. Il teorema di Ofra Haza: Dio non ha piani per nessuno, semplicemente non era il mio momento. Ne' mi sognerei di fare il fico e dire che sono stato abile e atletico nel cavarmela nella circostanza. Ho avuto culo. Ma nella vita frenetica che conduciamo non ho ancora realizzato del tutto, l'accaduto. Perchè bisogna andare avanti, ci sono le bollette da pagare e il lavoro mi attende. E io continuo a vivere mentre altri molto più virtuosi e utili di me, muoiono. E nessuno può farci niente. 

sabato 5 febbraio 2022

Diario di febbraio 2022

 Diario di febbraio 2022

Se n'è andata Monica Vitti. la ricordo come una grande attrice e una grande donna dall'intelligenza acuta e ironica. Un film su tutti l'ha resa grande ai miei occhi: "La ragazza con la pistola". Si dice che sia stata un grande amore di Alberto Sordi. Ma alla fine un'artista sposa il pubblico, sempre e comunque. Vive in simbiosi con il pubblico. Dipende dal pubblico molto più di quanto il pubblico dipenda da lui/lei. Sono pochi gli artisti puri, che creano a prescindere dai gusti del pubblico, anzi condizionandone i gusti. In ciò sta la grandezza. Ma poi ne vale veramente la pena? Vale la pena se fai quello che vuoi fare veramente e trascorri il tuo tempo facendo questo e vivendo di questo.

Ho dato un'occhiata a Sanremo. Si dice così per apparire un pò disincantati, non troppo coinvolti, sennò si corre il rischio di sembrare troppo nazpop. In realtà l'ho guardato distrattamente, un pò perchè ho rovistato tutto quello che potevo vedere su Raiplay, Ispettore Coliandro, Màkari, il commissario Manara. Un pò perchè i palinsesti delle tv pubbliche e private costituiscono la vera chiave del successo economico delle piattaforme che vendono film sulla rete. E un pò perchè stavo leggendomi un Tex, al contempo. Poi uno che lavora tutto il giorno, alla fine, vuol vedere qualcosa che gli piaccia sul serio o che lo distenda. Non che lo stenda! A quello ci pensa già da solo il lavoro. Se vogliamo Sanremo è un fenomeno di costume. Se vuoi capire l'andamento della nazione, guarda Sanremo. Sì, lo so, non è un bel guardare. Però qualche segnale interessante c'è. Mahmood e Blanco hanno cantato una canzone bellissima. Un testo che parla dell'inadeguatezza dell'amare e di come appartenga a diverse generazioni e a diversi sguardi antropologici. Che fossero tra i primi in classifica per la stampa, non mi ha meravigliato. Ma che il pubblico gli tributasse un gradimento altissimo, mi sorprende. E al tempo stesso non mi sorprende. Perchè, lentamente ma inesorabilmente, anche l'Italia sta cambiando. Tanto che le enormità omofobiche e razziste balzano agli occhi proprio per questo. Poi anche Elisa è straordinaria. Molto poetico, il testo della sua canzone. E non si può certo dire che sia un'artista nazionalpopolare. Eppure è lì tra i primi in classifica. Ma su tutte ho apprezzato la canzone di  Massimo Ranieri. "Lettera al di là de mare". Una canzone sull'immigrazione. Il testo parla di un migrante napoletano che viaggia in cerca di fortuna verso l'agognata America. In fondo siamo tutti migranti, dico io. Basta cambiare strada per non incontrare qualcuno o qualcosa che detesti, che già è una piccola migrazione. O persino se cambi medico. Se vai via dalla tua terra però è diverso. E' come l'amputazione di un arto. Non c'è male anche i comici. Zalone è un genio. Ampiamente sottovalutato e snobbato dai critici di sinistra, non ne capiscono la grandezza. Ha preso in giro l'ipocrisia di chi grida all'omofobia vergognandosi di andare poi a trans. Straordinaria la presa in giro dei rap delle ultime generazioni, che invece che venire dai ghetti, come gli afroamericani, vengono da tranquille e paciose e facoltose famiglie borghesi. E fanno soldi parlando di disagi e povertà. Fiorello invece ha preso di mira i no vax. Col braccio che si agitava ogni tanto, perchè i "poteri forti" lo richiamavano all'ordine. Poi concludo sempre le serate con un bel fumetto. All'insegna della leggerezza. Sanremo. Per molti anni non l'ho guardato e forse nei prossimi anni non lo guarderò. Se avrò voglia di guardare altro o do meglio da guardare.  Ma non l'ho mai usato come discrimine ideologico. Francamente mi sembrerebbe un pò infantile. O forse un modo un pò immaturo di volersi distinguere dalla massa. Ci si distingue dalla massa senza fare alcuno sforzo. Basta essere se stessi senza pretendere di balzare all'occhio per la propria spiccata individualità. Certe cose rendono troppo popolari, poi, alla fine.

Un giovane stagista è morto il giorno prima della sua conclusione della sua esperienza. Colpito da una barra metallica durante alcuni lavori di carpenteria. Già non si dovrebbe mai morire di lavoro. Poi non si dovrebbe morire di lavoro a 18 anni. Dopo che ti pagano due dita negli occhi per fare otto ore...e gli anziani tuoi colleghi ti scaricano addosso tutto il lavoro possibile, che loro non riescono più a fare, perchè non ce la fanno più. Resteranno al lavoro fino a 70 anni e con le pensione non ci pagheranno i medicinali. E gli stagisti o moriranno prima o non avranno mai una casa propria. Però parecchi dell'una e dell'altra categoria, scendono in piazza contro il vaccino. 

domenica 30 gennaio 2022

30 gennaio 2022, diario

 Diario di Gennaio

E' domenica e sono a casa. Leggo Phantom, l'uomo mascherato. L'ultima volta l'ho letto 50 anni fa. Riuscite a immaginare qualcosa di più nostalgico? Sono nostalgie innocenti, comunque. A questo proposito ho visto ieri sera il film "La conferenza". Parla di un evento storico realmente accaduto. In una villa alla periferia d Berlino, notabili tedeschi e SS naziste stilano il piano per la soluzione finale riguardante gli ebrei...su sollecitazione di Goering, ministro della propaganda nazista. La parte più agghiacciante del film? Difficile da individuare...forse quando un burocrate tedesco figlio di un pastore protestante si preoccupa per il morale delle truppe tedesche che in un primo momento dovevano essere destinata e fucilare 11 milioni di ebrei. Della loro psiche che ne sarebbe stato? E qualcun altro fa notare che in tempo di guerra, undici milioni di proiettili potevano persino cambiare il destino del conflitto. Be' a me è bastato leggere Primo Levi per affermare che tutti i tedeschi sono stati colpevoli e complici dello sterminio degli ebrei. 

Di recente è venuto a mancare Thich Nhat Hanh, un famoso monaco buddista zen vietnamita. Famoso per il suo impegno per la pace, litigò con i governanti di entrambe le coree in confitto. Ha pubblicato diversi libri e io ne ho letti molti. Mi ha aiutato molto, nella mia vita , in diversi momenti. A volte leggere un libro, un libro giusto, è meglio che venti sedute da uno psicanalista. Ricordo con particolare piacere un libro sulla meditazione camminata. E un'altro sull'alimentazione. Ha vissuto 95 anni e negli ultimi tempi, causa un ictus, non riusciva più a parlare. Aveva preso questo come un dono. Quando uno ha parlato molto, a voce o per iscritto, giunge un momento in cui deve tacere. Ma ci sono persone che non lo capiscono. E altre persone che non perdono mai questo dono ma , come per incantesimo, quando parlano, nessuno le ascolta. E più parlano e più nessuno le ascolta. E così il dono diventa una maledizione. Ecco, quest'uomo, questo grande uomo, invece, lasciando per iscritto le sue riflessioni, continua a parlarci restando un dono per l'umanità. Ci mancherà molto. O perlomeno a me mancherà. E non voglio "sentire" storie, al riguardo.


Mattarella è stato rieletto presidente della Repubblica. Un plebiscito, la sua elezione, sfiorando il consenso che ebbe Pertini. Ma Matarella non è Pertini. Questo occorre dirlo. Pertini era il Charles Bukowski della politica italiana. Non le mandava a dire a chiunque. Era unico e inarrivabile.

Cosa penso della rielezione di Mattarella? E' un buon presidente, una democristiano equilibrato, ma la sua elezione segna il fallimento della politica italiana. L'ennesimo. Il parlamento non è stato in grado di esprimere un nome nuovo, una donna, magari. Pensano solo a finire la legislatura e beccarsi il vitalizio. Siamo un paese infantile e irresponsabile. Il Pd è un partito statico, prigioniero dei pregiudizi popolari che lo ritengono ancora comunista quando, magari, lo fosse ancora. Niente di più distante dall'essere di sinistra. Non c'è rimasto nessuno di sinistra in quel partito. Solo pseudosocialisti e democristiani da restyling. Non è stato in grado di proporre nessuno. Una palla al piede! Conte aveva proposto la Belloli. Ho letto su internet il suo profilo e mi pareva di tutto rispetto. Troppo pericolosa per il Jurassic Park della politica nazionale, dove di recente hanno immesso un nuovo prodotto del passato remoto molto bravo a sembrare futuro prossimo: Mario Draghi.

martedì 18 gennaio 2022

Gennaio 2022 , Diario

Di sera, quando torno dal lavoro, spesso guardo CSI. Poliziesco americano. Ne gradisco due serie, in particolare: Csi Miami, la serie con per protagonista assoluto David Caruso, nei panni del Tenente Horatio Caine e Csi-Scena del Crimine, con Gil Grissom ( l'attore è William Petersen), entomologo forense, studioso del comportamento degli insetti e amante delle buone letture filosofiche. Hotatio Caine-David Caruso è più scenico, la sua mimica è enfatica, le sue frasi slogan secchi omaggio alla giustizia e allo stile di vita americano, in definitiva, democratico, men che mai repubblicano. Gil Grissom, doppiato dal bravissimo Pannofino, lapidario, cinico, fatalista, taoista, in definitiva, realista...ma con qualche tracimazione nel romantico e nel poetico-in momenti di fragilità emozionale. Ebbene a volte questi signori possono allietarti la serata e rilassarti per un pò, dopo un'intensa giornata di lavoro. Quando Horatio inforca i suoi occhiali da sole, soddisfatto per aver reso giustizia a qualcuno o rassegnato per non esserci riuscito per fatalità o destino avverso e dice cose tipo." il rimorso ci tiene in vita" o quando Grissom conclude una puntata con frasi lapidarie come questa:" a volte la cosa più difficile da fare è non fare niente", hai la misura di come la filosofia e chi ha fatto studi umanistici siano molto più presenti ed essenziali nelle nostre vite di quanto pensino i paladini del due più due fa quattro e tutto il resto sono chiacchiere...see, vaglielo a dire.

Fumetti: in settimana ho letto "Bandera", storia a fumetti in cui Tex Willer incontra Zagor. Si realizza un sogno covato a lungo nella mia infanzia. Sono dovuto arrivare a 56 anni per coronare questo sogno. A pagina 14 dell'albo, in un riquadro, Lupo Grigio rimprovera Zagor di avere il cuore troppo tenero con i nemici appena sgominati, e lasciati scappare impunemente. "Cerco solo di fare giustizia senza diventare uguale a loro, Lupo Grigio", risponde Zagor. In un semplice riquadro con una semplice frase è racchiuso l'intero scibile del pensiero laico-democratico sulla giustizia. Sono semi gettati in una platea ormai completamente turlupinata dal potere della tecnologia e che non vede altro che pulsanti e applicazioni, senza più chiedersi niente su alcunchè. Tutti padri di famiglia che non vedono i propri figli leggere fumetti, dovrebbero preoccuparsi. I fumetti, quelli giusti, sono pillole di letteratura, antipasto dell'apprendimento.

La mattina mi alzo presto. E' una cosa che mi ricorda che sto invecchiando. Prima stentavo a farlo. I semplici gesti mattutini che implicano lo smanettare con la caffettiera, la tazza del latte e i fiocchi d'avena. I fiocchi d'avena sono un altro segnale. Però non è negativo. Più vai avanti con gli anni e più devi curarti. Non per diventare immortale o restare figo. Per stare bene. A proposito di stare bene, io di solito metto su radio 3. Una giornalista sta leggendo una lettera di Beppe Fenoglio, lo scrittore partigiano, come a lui sarebbe piaciuto essere ricordato, indirizzata a Margherita Fenoglio, sua figlia. Si commuove in diretta e cessa la lettura. Momenti di imbarazzo. Ma non vedere la scena la rende ancora più tragica e tenera e umana. Semplici gesti per la prima colazione e la radio ti fa entrare in altri mondi. Poi parte un pezzo di Duke Elligton e si apre un altro riquadro, nel caleidoscopio mentale. Neri che suonano e il grande Duca Nero al pianoforte. Quando esci fuori per prendere la macchina ed andare al lavoro, entri in un altro mondo. Gente in giro con la maschera chirurgica, alcuni con cani. I cani osservano i propri padroni. E ridono, perchè ora le museruole spettano a loro!