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sabato 19 aprile 2025

L'assalto di squadra

 L'assalto di squadra

L'assalto di squadra era uno dei picchi addestrativi della scuola AUC. Ora, non ricordo esattamente di quanti componenti fosse composta la squadra, forse 5 o sei. Ricordo che si doveva avanzare su una porzione di territorio a sbalzi. Ad ogni sbalzo che consisteva nel sollevarsi da stesi a terra e avanzare per alcuni metri , all'estrema destra, c'era un compagno, che doveva essere molto robusto per trasportare un grosso tipo di mitragliatrice, detta Mg, con un accompagnatore, detto servente, che aveva il compito di reggere il nastro dei proiettili, sulla sinistra avanzavano i fucilieri più dotati nel tiro. L'assalto era preceduto dal lancio della Vipera Bofors, sostanzialmente un sistema di lancio di un piccolo missile, che cadendo sul terreno davanti alla squadra faceva esplodere tutte le possibili mine presenti. In definitiva noi avevamo un oggetto che lo simulava, perchè con tutti i rischi che si correvano lanciando bombe a mano o sulle linee per esercitazioni ai tiri, con tutti i vari Allievi Ufficiali entrati nella Scuola a calci in culo e caciotte a Marescialli e Colonnelli che si giravano verso gli istruttori col fucile carico in possesso dell'attitudine militare di un canguro di corsa su un cavo fra due grattacieli, anche no, la Vipera Bofors vera...Io avevo il compito di sparare su una sagoma dopo che uno dei compagni della mia squadra fosse passato tagliando la linea di tiro, per posizionarsi sulla mia sinistra, ma più avanti. Avevamo fatto parecchie esercitazioni con pallottole KB, sostanzialmente plastiche, ma poi abbiamo fatto l'esercitazione finale con pallottole vere, capite bene la responsabilità nello sparare su una sagoma poco dopo il taglio del collega, nel mio caso il Tenente Heinz, com'era soprannominato. Ricordo che prima dell'assalto mi disse:” Vecchiu (che era il mio soprannome), spara dopo ca su passatu”. Io sparai mentre passava e centrai la sagoma in testa, Heinz mi bestemmio i morti, il capitano Corallo e il Tenente Diggi mi osservarono con un misto di orgoglio e preoccupazione. Ci avevano visto lungo, sparavo bene. Ero un anarchico pacifista e sparavo meglio di gente che si credeva nata guerrigliera. Io sapevo il rischio che correvo, ma lo avevo, in qualche modo, calcolato. Il Capitano Corallo, che mi aveva in uggia perchè sapeva che lo imitavo e lo prendevo in giro, credo che provò una certa ammirazione, per me, in quel momento. Si dette un cenno d'intesa con il Tenente Diggi ,massiccio Coppola, diceva quello sguardo...In queste cose non c'entra l'ego, c'entra la responsabilità nel salvaguardare l'incolumità di un compagno, di un amico...E' una delle poche cose che ti insegna il servizio militare...Questo in un'esercitazione. In una situazione reale, credo che avrei potuto centrargli il culo, ad Heinz...Ma spero che non succederà mai...
Da "C'era una volta il servizio militare", testo non ancora pubblicato.


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