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sabato 3 maggio 2025

May Day

 Dunque, sono stato al May Day a Milano. E' il primo maggio alternativo alla classica manifestazione sindacale mainstream che si svolge tutti gli anni e che termina in piazza Duomo con il solito stucchevole comizio del sindacalista di turno che si è oramai dimenticato di cosa significhi lavorare. Il May Day è una manifestazione dei Cobas, del sindacalismo di base che sta prendendo forza da una trimurti sindacale sostanzialmente prona alle esigenze del nuovo padronato multinazionale, un sindacalismo mainstream che ha in questi anni assecondato rapporti di lavoro di tipo feudale, ma anche dei circoli anarchici e libertari, un mondo che si presenta con un look fuori da ogni schema, e nella giornata calda ne abbiamo visti di personaggi folkloristici, di giovani geizi discinti, di ragazzi e ragazze birrainmano, che fumavano canne (a me scandalizza più il deputato in giacca e cravatta che tira di cocaina),  animalisti, ambientalisti, antiproibizionisti, io diverso da loro, ma in mezzo a loro, con lo stesso abito spirituale ma anche no (capito cos'è la libertà?) , una galassia libertaria che si oppone al disegno teocratico di questo governo che ostenta come una grande vittoria l'aver lasciato per strada trentamila lavoratori del settore cannabis light equiparando, non si sa bene su che basi scientifiche, la cannabis light, quella senza la sostanza definita dopante, il Thc, alla marijuana con il Thc, una roba come paragonare la birra al whiskey, i nostri scienziati. Una pura crociata ideologica priva ormai di basi scientifiche circa la pericolosità della cannabis light e intrisa del classico pregiudizio da casalinga di Voghera "fatta", lei si,  di "ok il prezzo è giusto", che non vede l'ora di scaricare le sue frustrazioni applaudendo possibili patiboli con i fila legioni di "drogati" che circolano a torso nudo per le strade di Milano inorridendo i turisti ben vestiti e ben paganti e benpensanti. Un governo che vuol mettere la museruola e i ceppi alle caviglie di possibili movimenti di protesta contro grandi e dispendiose opere ciclopiche che hanno solo il vantaggio di arricchire le imprese quando c'è un'intera rete idrica e dei trasporti pubblici da risanare. Una decina circa di tir con dentro enormi sound system , da Piazzale Loreto hanno sfilato sulla circonvallazione, passando da viale Abruzzi e proseguendo per viale Gran Sasso...già, quel piazzale Loreto che di Milano e dell'antifascismo ne era stato il simbolo e che ora da tanto troppo tempo si vuol far cadere nel dimenticatoio, quasi i fascisti non esistano più , risorgenti invece con l'alibi del bravo ragazzo Ramelli massacrato a chiavi inglesi in un clima creato da chi non ha mai voluto ammettere la sconfitta della storia e delle idee, oserei dire, dello spirito, mantenendo alta la tensione e continuando , fuori e dentro lo stato, una silenziosa guerra civile che li ha portati a risorgere sotto le bandiere della tanto odiata Democrazia dietro cui oggi si nascondono, approfittando della droga dell'iperconsumismo, questa si autentica sostanza dopante, che ottenebra i cervelli dei più giovani e vulnerabili...ma anche i padri non scherzano, sono fuori casa seduti sui navigli per lo spritz serale a guardare le minorenni...E infatti non c'è da meravigliarsi, se fra le migliaia e migliaia di giovani ragazzi e ragazze, che hanno sfilato per il May Day, vestiti in modo originale, bizzarro, figli del popolo, della classe media, senza neanche tante idee per la testa, ma spinti da un generale disagio, esistenziale: diversi a scuola per non leggere i libri che leggono tutti, per non ascoltare la musica che ascoltano tutti, per non fare i fichi in palestra , per non praticare arti marziali ed esercitarle per strada contro gli extracomunitari, diversi per non avere corpi alla moda, gusti sessuali alla moda, ci sia  qualcuna delle figlie di quegli uomini che si sono arresi allo spritz sui navigli per consunzione dell'idea che si possa cambiare qualcosa. Ad un certo punto del corteo un giovane mascherato mi si rivolge dicendomi:" almeno voi nel '68 ci avete provato, a cambiare le cose". Io lo guardo è gli dico:" così vecchio mi fai?", sorridendo. Lui si accorge della gaffe e dandomi del lei si scusa:" non volevo darle del vecchio, volevo dire che lei sembra uno che ha lottato e che ci ha provato, le vostre generazioni, voglio dire...ma soprattutto volevo dire che questi ragazzi non hanno assolutamente niente in testa, sono venuti qui per bere e fare casino", "beh," dico io," e ti sembra non avere niente in testa uscire di casa per bere e fare casino? Non è questa la manifestazione di un disagio di una generazione che soffre di bullismo sociale, a cui noi abbiamo scippato il futuro? E logico che non vedono la fine del tunnel, così lo arredano, si sdraiano davanti a uno stereo con una birra e se la spassano, perchè il tunnel potrebbe non avere un'uscita". "Ma lei chi è?", mi chiede questo ragazzo alto quanto me, ma magro, volto mascherato, maglietta nera del Fronte Animalista, polsiera con i colori della Palestina. "Sono solo uno che vuol vedere le cose così come sono, voglio stare in mezzo, uno che non vuol sentire dai telegiornali che migliaia di giovani drogati sono scesi per le strade di Milano per fare casino, quando si vede bene che questi ragazzi non farebbero male ad una mosca, sono solo spaventati dal futuro. E guardano a quella che una volta era la sinistra con sospetto. Piuttosto tu, perchè sei qui? " "Perchè bisogna esserci, continuare a lottare, io ho viaggiato e ho studiato per conto mio e ho capito molte cose, una delle cose che ho capito è che non dobbiamo permettere al mondo di farci diventare come vogliono che diventiamo". "Bene , ", dico,"il tuo compito è dirlo a loro, a questi ragazzi. Hanno bisogno di qualche dritta, di qualche guida...e io sono troppo vecchio per queste cose...Non mi fate scendere in piazza di nuovo, a sessant'anni...anche se per manifestare dissenso in pensione non si va mai".



 

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