Storia di Twin
Marcelinho era un bel ragazzino mulatto e viveva in un paesino della cerchia del territorio di Rio De Janeiro, in Brasile. Da piccolo Marcelinho aveva una vita felice nonostante gli stenti nell'arrivare a fine mese della sua famiglia. Viveva in una piccola casa di mattoni forati priva di intonaco e le finestre non avevano battenti e sembravano occhi bui di giorno e illuminati dalle pupille di lumi a petrolio di notte. Il papà di Marcelinho, Emerson, credendo di fare cosa gradita a suo figlio Marcelinho, gli regalò un maialino appena nato che aveva tolto a Fulgencia, la scrofa che aveva da poco partorito nella stalla attigua alla casupola, dove c'era anche qualche altro animale che doveva impinguare il bilancio alimentare della famigliola. Macelinho chiamò il maialino Twin e lo allattò con del latte in polvere sciolto in acqua tiepida. La madre di Marcelinho, Gracianne, si dava da fare come parrucchiera casalinga con tutto il vicinato del bairro, un piccolo agglomerato di casupole di mattoni forati senza intonaco, In quelle modeste dimore si dormiva nella amache che i brasiliani chiamavano redes. Il papà di Marceliho raccoglieva della canne da zucchero che pagava ad un padrone e usando un rudimentale spremitore alimentato da una bicicletta ne ricavava del succo da vendere ad un real a bicchiere, seduto all'angolo della sterrata nei pressi dell'abitazione. Marcelinho aveva tre sorelle più grandi di lui, rispettivamente di 12,14 e 16 anni. La più grande prendeva l'omnibus tutte le mattine per recarsi sulle spiagge di Rio per vendere gamberi ai turisti che acquistava a sua volta da dei pescatori del posto. A sera tornava a casa con un pacco di soldi che non giustificava di certo quelle modeste vendite. Ma nessuno le diceva niente. Il bisogno non ammetteva domande. Marcelinho trascorreva tutto il giorno giocando con Twin, lo accarezzava, lo portava al fiume a fare il bagno, dormiva con lui di nascosto. Il maialino per istinto faceva capire a Marcelinho quando doveva fare i suoi bisogni e Marcelinho lo portava fuori tutte le notti di nascosto dai suoi e il suo letto restava pulito sebbene riscaldato da i corpicini di entrambi. Marcelinho crebbe e si affeziono al maialino ancora di più. Se lo portava persino a scuola e Twin aspettava il ragazzo fuori dalla scuola facendo amicizia con tutto il vicinato. Era diventato una specie di mascotte. Quando Marcelinho usciva da scuola, abbracciava il suo maialino e insieme tornavano a casa a piedi. Stavano sempre insieme, tanto che il padre e la madre lo esortavano ad andarsene in giro a giocare con gli altri bambini. Ma questi lo sfottevano chiamandolo maialino al pari di Twin, come se fosse davvero su fratello. Ma per Marcelinho era davvero come fosse su fratello: giocavano insieme, si scambiavano gesti d'affetto. Giocavano a nascondino, facevano il bagno insieme al fiume, lui lo teneva con sé in braccio sull'altalena, cose così. Marcelinho progrediva a scuola, era felice, la sua vita gliela riempiva Twin, che lo aspettava sempre con entusiasmo all'uscita della scuola, per giocare insieme. Un bel giorno il padre di Marcelinho disse a su figlio che Twin quel giorno sarebbe dovuto restare nel recinto, nella stalla di casa, perchè doveva venire il veterinario a fargli un vaccino. Marcelinho, a malincuore, acconsentì e si avviò fiducioso verso la scuola. Twin era diventato già grande e grosso e si approssimava il Natale. Il padre di Marcelinho diceva alla moglie, Gracianne, è il momento giusto, dobbiamo macellarlo, così per Natale siamo apposto. Possiamo invitare anche tutti i tuoi parenti e amici dal Minas Gerais e avremo carne in abbondanza per tutti. Gracianne osservò il marito e disse, ci sono gli altri maiali di Fulgencia, perchè non scanni uno di loro? No, disse Emerson, tocca a Twin, adesso. Non è normale questo rapporto che tuo figlio ha con lui. Gli uomini devono stare cn gli uomini e gli animali devono stare con gli animali. Se ne farà una ragione e comincerà a correre dietro le gonne delle ragazze. E così fece: Emerson macellò Twin alla vecchia maniera, sgozzandolo con un coltello e Twin spirò in mezzo a struggenti grida di dolore. Emerson osservò gli occhi di Twin ed ebbe per la prima volta una sensazione di tristezza che non si aspettava. Gracianne fece il capelli ad una vicina di casa e non degno il marito di alcuna attenzione. Quando tornò Marcelinho di corsa e sorridente, in attesa di riabbracciare Twin, non vedendolo corse da sua madre chiedendole spiegazioni. La mamma posò il pettine, si sedette un momento, chiese al figlio di avvicinarsi e disse, Twin ha compiuto il suo destino, con la sua morte tutta la famiglia potrà mangiare a Natale. Non piangere, piccolo, era il suo destino. Udite queste parole, Marcelinho corse via piangendo a dirotto e chiamando a gran voce, Twin, Twin. Urlava, non poteva credere che il suo migliore amico non ci fosse più. Non voleva crederci. Si calmerà, gli passerà, disse Emerson, accorso nel frattempo, mettendo una mano sulla spalla della moglie. Lei gliela tolse con violenza. La notte passò, ma Marceliho non fece ritorno a casa. Ne' nella notte successiva, fece ritorno a casa. Ne' nei giorni a seguire. In seguito a questo episodio Emerson e Gracianne si separarono. Vent'anni dopo, Gracianne stava guardando Rede Globo e nell'intervallo della telenovela passarono della pubblicità. Una famosa pasticceria di Rio De Janeiro, Pasticceria Twin, pubblicizzava i suoi prodotti. Dietro il bancone di vetro, in primo piano, si vedevano dei dolci caratteristici a forma di maiali. A illustrarli con dovizia di particolari, dietro il bancone e dietro i dolci, c'era suo figlio Marcelinho, ormai grande. Si era specializzato nel produrre dolci a forma di maiali. E aveva chiamato la sua pasticceria con il nome del suo amato maialino.
Questa è una storia vera e mi è stata raccontata in un viaggio compiuto anni fa in Brasile. Mi sentivo di raccontarla e di donarvela.
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