Continuare a vivere
Tratto di costa ad Ostuni che va da Mangiamuso ai Camerini: mare obliquo di maestrale e sulla piazzetta prospiciente una recente costruzione a parallelepipedo che forse darà origine ad un ristorante o ad un bar su due piani. In mezzo alle panchine di marmo, seduti in più comode private sedie con sedute in tela, c'erano tre persone, ad occhio e croce anziane, che si godevano il vento tiepido del maestrale e l'aria marina dell'autunno incipiente, in cielo nuvole a pecorelle. Di fronte a questi tre anziani c'era un altro uomo, avanti con gli anni anche lui, magro , con gli occhiali da vista, uno e 75. Parlava animatamente e gesticolava come se i gesti facessero parte e aggiustassero anzi i discorsi che andava facendo. E di fronte a lui sempre i tre anziani. Sui lati due più vecchi, mentre l'uomo al centro, con meno anni, pareva, pur corpulento, portava baffi e capelli neri non tinti con in testa una lieve chierica. Parlava ad alta voce rispondendo e interrogando lo smilzo occhialuto.-Quando vai a casa abbraccia tua moglie, falle sentire il tuo affetto. Falle sentire che la ami. Il magro diceva qualcosa ma non riuscivo a sentirlo, ero piuttosto lontano e aveva una voce flebile. Così, piano piano, mentre fumavo un toscano disperdendo il suo fumo aromatico nel maestrale, mi avvicinai. L'uomo corpulento, seduto al centro indossava una tuta blu ginnica e scandiva bene le parole, ad alta voce, venate di un accento a me familiare. Di Ceglie Messapica. Continuava a dire-Luigi, di cosa hai paura? Di perdere tua moglie? Non la perderai, falle sentire che le vuoi bene, abbracciala, dalle calore...Luigi a sua volta diceva delle cose, ma ancora non lo sentivo bene. Mi sono avvicinato ulteriormente. Mi hanno guardato, ma non si sono inibiti. Hanno permesso che li ascoltassi. In un certo senso volevano un pubblico, ma non per spettacolo, per empatia.-Luigi, diceva l'uomo in tuta blu con i baffi, ho capito, soffri di ansia. Hai paura che tua moglie cade, che si fa male? Luigi, dormi bene? Ero abbastanza vicino per sentire Luigi, adesso.-C'ho un peso sul petto e non riesco a liberarmene, disse Luigi metà in italiano e metà nel dialetto di Ceglie Messapica.-Hai qualche preoccupazione economica? Chiede il baffuto. Gli altri due anziani seduti ai suoi lati, si sono alzati, hanno richiuso le loro sedie di tela pieghevoli e se ne sono andati. Ne avevano abbastanza, ma non della conversazione fra i due, forse del maestrale, dello iodio, della vita.-Non tengo preoccupazioni economiche, diceva Luigi, prendo mille euro al mese di pensione, più c'è anche la pensione di mia moglie. Una volta che ho pagato il condominio, mi bastano. Pure 700 euro al mese, mi bastano. I soldi non mi servono, me li faccio bastare. Il baffuto rivolto a me a quel punto mi dice, anche rivolto a lui, a Luigi, si capisce, al mare di maestrale, il pubblico dell'empatia-Luigi lavorava a Milano, smontava e rimontava motori meccanici. Poi quando è andato in pensione se n'è tornato qui. Luigi, ha continuato, hai dei figli? Luigi ha annuito.-Mio figlio è laureato in economia e commercio, mò sta in Polonia. -E quante volte lo vedi?-Na vonda l'anne, ha detto Luigi. -Ti manca tuo figlio, Luigi?-Beh, è normaile ca me manghe.-Ma ti telefona?-Tutte le giurne me chiama allu telefone, sempre.-Luigi, mandagli un messaggio tutti i giorni, a tuo figlio, fagli sentire che gli vuoi bene, fagli sentire il tuo affetto. Basta un audiomessaggio.-No, ma io a casa tengo due telefoni tecnologici e non li uso, non mi interessa, voglio solo togliermi questo peso sul petto...-Luigi, dormi bene?-Sì, dormo bene, solo che a volte mi alzo alle sei di mattina e mi sento oppresso, sento un peso.-Già sei fortunato che dormi bene, io sono due anni che non dormo di notte. Ho provato di tutto. Poi un giorno ho buttato tutto, farmaci, pastiglie, gocce, ca na serve a niende..Anche Baffo sotto chierica in Tuta blu è di Ceglie Messapica. Sullo slancio continua il discorso che sta facendo. La sua autobiografia richiesta dalle circostanze.-Luigi, c'hai tua moglie e tuo figlio, vivi bene e alla giornata, circondati di persone intelligenti, fattela con i meglio di te, i fessi non ti fanno bene. Io ho fatto 40 anni il ferroviere in Germania e ho perso una moglie e un figlio. Tengo 73 anni e ne capisco di queste cose. Ne capisco meglio degli psicologi, perchè l'esperienza mi ha portato a questo. Fatti un caffè, ogni tanto un bicchiere di vino, una birra...-Ma io sono astemio, andavo in bicicletta fino all'anno scorso. Quest'anno non sono andato: vedevo che in salita mi sorpassavano, gli altri, in bicicletta...e non sono andato più...Poi incontro certi che mi dicono, vai con una giovane. Ma io questa è una cosa a cui non penso . Pure se mi dice si , la giovane, capisco che non è una cosa giusta per la sua vita.-Luigi lascia stare quelli che ti dicono queste cose e dicono di farle. Sono bambini rimasti non cresciuti, la vita non gli ha insegnato niente. Pure se tua moglie sta in carrozzella, abbracciala, falle sentire il tuo affetto. Ci sono molti modi di amare, lasse perde li fessa...Luigi si rivolge a me-lo so che ha ragione, dice, lo so, l'altro giorno stavo passeggiando qui e c'erano due giovani, una coppia...mi sono avvicinato e gli ho detto, chiedo scusa se mi permetto di importunarvi, ho bisogno di parlare con qualcuno...Beh, si sono comossi. Siamo stati a parlare più di un'ora. Dopo magghie sendute megghie...sì, mi sentivo meglio, sentivo che il peso se n'era andato...Ma poi come lo scopro che parlo con quelli che sono meglio di me?-Lo sai, gli ho detto a quel punto intervenendo, e sei fortunato a saperlo...perchè quando ci hai parlato il peso se ne va...ecco qual'è il metodo...-Il signore se ne intende, è intelligente, ha detto Baffo sotto Chierica In Tuta Blu. Poco dopo si è alzato dalla sedia e rivolto a me e a lui, ha aggiunto-Luigi è molto sensibile. Lui non deve prendere nessuna pastiglia, nessun farmaco. La sua malattia si chiama sensibilità , e a chi dice che le persone sensibili non campano molto, dico, campano soffrendo, ma la sofferenza è vita. Quelli che non soffrono sono già morti...Poi ci ha stretto la mano, a me e a Luigi. Ce ne siamo andati in tre direzioni diverse, ma la meta era sempre la stessa: continuare a vivere...

