Elizabeth Costello
Elizabeth Costello è il titolo di un libro di J.M. Coetzee, scrittore sudafricano, bianco, occorre precisare, già premio Nobel per la Letteratura nel 2003, successivamente spostatosi a vivere in Australia, paese nel quale , presumo, ha trovato parecchie affinità ambientali con il proprio paese d'origine. Lo scrittore in questo racconto che si potrebbe definire saggio narrativo, immagina (non è alla sua prima apparizione fra i libri di Coetzee, al riguardo) la vita di una scrittrice del tutto inventata, Elizabeth Costello, per l'appunto, affrontando per capitoli alcuni argomenti molto interessanti, come: Il realismo, Il romanzo in Africa, Le discipline umanistiche in Africa, Il problema del male, Eros, Davanti alla porta. La Costello è descritta come una scrittrice anziana, sempre stanca, con poca voglia di partecipare a eventi o premi, che tuttavia, se messa davanti al fatto compiuto, snocciola tutte le sue opinioni raccolte in una vita letteraria la cui fama viene fatta risalire prevalentemente tramite un libro, The House of Eccles Street, che ha per protagonista Molly Bloom, moglie di quel complesso personaggio che risponde al nome di Leopold Bloom, protagonista cardine dell'Ulisse di Joyce. Nel primo capitolo la scrittrice, alle prese con un discorso che deve tenere per il conferimento di un importante riconoscimento letterario negli Stati Uniti, è accompagnata dal figlio, un accademico in permesso sabbatico, con cui ha un dialogo fitto e franco, non si capisce quanto e fino a che punto riconciliatorio, riguardo ai loro pregressi rapporti di scarsa empatia. Il discorso alla premiazione verte sul realismo e per illustrare l'argomento la Costello cita il racconto della Scimmia di Kafka, scimmia antropomorfa che racconta il punto di vista degli animali a degli umani. Qui appare in tutta evidenza l'animalismo di Coetzee. Animalismo che riappare ne Il problema del male, dove la Costello, invitata in Olanda, deve in qualche modo mettere a tacere le voci su un discorso precedente nella stessa sede, voci di antisemitismo, allorchè, forse fraintesa, sicuramente fraintesa, viene accusata di insensibilità in quanto cita fra i continui olocausti a cui l'umanità pare da sempre drammaticamente abituata, gli allevamenti intensivi di animali da macello. Qui entra in crisi perchè si trova a commentare, a proposito di nazismo e male assoluto, il libro di uno scrittore inglese che descrive con un inusitato e violento realismo al limite del compiacimento sul terreno dell'orrore , la fine dei congiurati di Hitler, riscritta in forma di racconto di fiction dal romanziere inglese...che tra l'altro è presente fra gli ospiti. Decidendo che quello che Paul West, questo il nome dell'autore inglese, ha scritto, al netto della libertà di espressione che comunque va riconosciuta, per la sua crudezza nel narrare l'umiliazione di questi uomini torturati in ogni modo prima di essere uccisi, sia inaccettabile. Nel capitolo sul romanzo africano , la Costello parte per una crociera invitata a tenere sulla nave che la ospita, dietro compenso, ovviamente, un ciclo di conferenze di letteratura e lì, confrontandosi con uno scrittore africano già conosciuto in precedenza, coglie l'occasione per dichiarare che il Romanzo africano praticamente non esiste, perchè scritto da uomini di colore per compiacere mercati europei che suggeriscono quadri di riferimenti narrativi all'insegna dell'esotismo, che è questo che gli occidentali , europei o americani o australiani, richiedono che debba essere l'ingrediente di quella letteratura che, invece, in Africa, non ha alcun successo: perchè la narrativa africana è prettamente orale e di difficile divulgazione scritta. Nel capitolo sull' Eros la Costello , sapientemente eterodiretta dal suo autore, ci ricorda la vicinanza tra il sesso e la morte, rammentando un episodio relativo ad una sua amicizia con un uomo molto anziano con cui fa sesso prima ch'egli muoia di cancro. Nel capitolo sulle discipline umanistiche in Africa la Costello si lascia andare ad un confronto con una sua sorella. Blanche, fattasi suora missionaria e votatasi al cristianesimo, polemizzando con lei su come l'umanesimo africano non debba necessariamente essere pervaso da pietas cristiana se gli zulu ricordano l'eleganza delle statue greche. Nell'ultimo capitolo, davanti alla Porta, Elizabeth Costello immagina di essere chiamata a varcare l'al di là. Le chiedono se ha un qualche credo e non si decidono a farla passare, i vari guardiani e giudici dell'al di là immaginari, prima che ella avesse dichiarato una fede, qualsiasi fede. Ma lei in modo articolato e complesso fa capire che non può rispondere con certezza a quella domanda: perchè una scrittrice non può permettersi il lusso di credere. Quasi che una scrittrice fosse una scienziata dell'anima o, come lei stessa dice, una segretaria del'invisibile. Libro complesso e appassionante, molto ben scritto. Da rileggere e meditare. Consigliatissimo!
Nessun commento:
Posta un commento