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venerdì 29 novembre 2024

Roberto

 Alcuni giorni fa è deceduto un mio vicino di casa. Entravo in casa di sera con la mia compagna e vicino al portone d'ingresso c'erano un mucchio di persone. Due tizi, sui sessanta uno, brizzolato, più giovane l'altro , capelli lunghi, ci hanno chiesto, a me e Synthia, se per caso abitassimo al piano rialzato. Alla nostra risposta affermativa ci hanno comunicato che , Roberto, il nostro vicino di casa era deceduto. Loro lo chiamavano al telefono da un paio di giorni, essendo suoi buoni amici, ma lui non rispondeva. A quel punto sono andati davanti alla porta dell'appartamento con i pompieri, preventivamente preavvertiti e hanno forzato l'ingresso. Dentro ci hanno trovato Roberto, un tassista in pensione, di poco più di settantanni, capelli brizzolati lunghi dietro, sorriso spontaneo, solitario, privo di vita. Probabilmente un malore, non si sa bene ancora. C'era un mucchio di gente che stava entrando in quell'appartamento, compresa una donna, medico legale. Io e Synthia avevamo preso delle arepas da El Jaladito, street food salvadoregno in quel di Molino Dorino, a Milano, che i salvadoregni chiamano popusas, siamo entrati in casa, ci siamo guardati in faccia in silenzio,  abbiamo messo il cibo in frigo e ci siamo seduti sul divano letto. Non avevamo più fame. Synthia ha pianto, perchè lo conosceva bene e scherzava sempre con lui, quando lo vedeva uscire dall'appartamento prospiciente il nostro, al piano rialzato. Spesso gli portava una bottiglia di spumante, qualche piatto tipico del Venezuela che lei è versata a cucinare, così, perchè lei è socievole ed espansiva. Qualche volta lo sfotteva per questa sua abitudine di vedere film porno sul pc a notte inoltrata ( si sentivano gli ululati di paicere), aspetto che non ci infastidiva più di tanto, anzi ci divertiva, e lui nicchiava sorridendo beatamente. Sono solo, cosa posso fare, diceva. Era un tassista in pensione che aveva l'hobbie del pianoforte e del violino ( un autodidatta fenomenale, al riguardo) e spesso, nel pomeriggio, lo sentivamo suonare, attraverso i muri del suo appartamento confinante con la sua cucina. Era un solitario, raramente abbiamo visto entrare nel suo appartamento qualcuno, uomo o donna che fossero, ma intratteneva lunghe telefonate con i suoi amici, i cui echi ascoltavamo a volte nei pomeriggi estivi o in alcune  mattinate autunnali inoltrate. Quello che mi ha colpito della sua scomparsa è che, non avendo parenti, o comunque, se li aveva, non vicini, nessuno, a parte i due amici citati ( che tra parentesi ho riconosciuto in quanto alcuni anni fa suonarono al citofono per restituirmi il portafoglio che avevo perso in strada-mi avevano trovato tramite la carta d'identità), nessuno si è interessato alla sua scomparsa, se non in termini di pettegolezzo. Alcuni condomini del palazzo nei giorni successivi, intrattenendosi in conversazioni "amabili" come un kriss puntato alla gola di un agnello neonato, si sono lasciati andare a dei commenti spregevoli, ipotizzando l'uso di droghe, da parte sua, preoccupandosi soprattutto del fatto che il suo appartamento, in assenza di parenti, dovesse essere messo velocemente all'asta, perchè le spese non pesassero sulla collettività dei condomini. L'unica che si è posta la questione di fare una colletta per mettere un manifesto che annunciasse il lutto, un leggio con un registro per testimoniare qualche parola scritta dei condomini, è stata Synthia. Quella di essere un solitario, ritiratosi in un appartamento della periferia di Milano, dopo una vita da tassista, pochi amici, una vecchia Bmw oramai piuttosto d'epoca, probabilmente con una pensione appena sufficiente per vivere, è stata una scelta che non mi sento di giudicare. Storie di vita andate male, parenti lontani con cui non si hanno più rapporti, pochi amici, probabilmente qualche vizio, chi lo sa... ma non è stata una vita sprecata. I suoi amici lo ricorderanno, noi lo ricorderemo e il silenzio di questi giorni ha gettato un velo di tristezza sul mio appartamento. Non sentiremo più le urla di piacere delle varie pornostar impegnate a fingere il piacere per regalarlo ad altri a notte fonda, non lo incontreremo più per le scale, col suo sorriso bonario, i capelli bianchi lunghi dietro con una lieve stempiatura, rimpiangeremo , infine, la sua beata solitudine, che non gli farà certo rimpiangere,a sua volta, i pochi piaceri che si concedeva al termine di una vita di lavoro, che, per quanto discutibili potessero essere, non recavano danno a nessuno. Lo immagino sorridere sarcasticamente dei commenti dei vicini sfoderando la sua battuta classica, sull'argomento: il più pulito c'ha la rogna. Ciao, ci mancherai, ci mancherà il tuo insegnamento (involontario, sicuramente) di libertà. Ogni vita è degna di essere vissuta e ricordata. Anche la vita di un uomo solitario, che forse aveva capito come gira il fumo e cioè che parlino pure e giudichino gli altri, io intanto faccio il cazzo che mi pare. E così sia...

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